Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

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    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

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    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    Anna Cantagallo racconta come arginare la Sclerosi Multipla partendo dalla psiche del paziente.

    La Sclerosi Multipla è una malattia infiammatoria, demielinizzante ed autoimmune, che colpisce il sistema nervoso centrale.

    La sua eziologia non è conosciuta, e i più colpiti risultano essere i giovani adulti tra i 20 e i 40 anni.

    Anna Cantagallo spiega come essa sia influenzata dallo stress e come questo possa essere gestito.

    Esiste una correlazione tra eventi stressanti e il rischio di formazione di nuove placche nel cervello e quindi di peggioramento del quadro clinico?

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    “Sembra proprio di si – racconta Anna Cantagallo – lo dimostra uno studio statunitense pubblicato nel 2014, in cui si osservano due associazioni:

    1) stress negativi e aumento dell’attività patologica

    2) stress positivi e minor rischio di eventuali ricadute. Viene anche evidenziato il beneficio apportato dalle tecniche di gestione dello stress.”

    Vi sono evidenze scientifiche a dimostrazione del fatto che pratiche di meditazione o tecniche di rilassamento possano avere effetti sull’evoluzione clinica della malattia?

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    “Abbiamo molti dati che dimostrano che utilizzare delle tecniche di rilassamento sia benefico dal punto di vista psicologico, soprattutto per quanto riguarda la gestione dello stress, quindi migliorando la qualità di vita delle persone.”

    Lo stress viene definito come una reazione emozionale intensa a stimoli esterni che provoca risposte fisiologiche e psicologiche di adattamento.

    Selye lo ha definito di recente come: “la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso”.

    Egli ha descritto anche cosa avviene neurofisiologicamente nell’organismo sotto stress, sancendo la nascita della PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia).

    Il sistema nervoso come regola lo stress? Come interagisce, nel fare questo, con il sistema endocrino?

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    “Il nucleo dell’interazione tra il sistema nervoso e quello endocrino è l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

    Il sistema  limbico (middle brain) trasforma l’informazione corticale (new brain) in un’attivazione emotiva che provoca varie risposte fisiologiche lungo l’asse.

    Il sistema nervoso amplifica quindi i messaggi inviati da/a quello endocrino.

    Tramite meccanismi di feedback i due sistemi si regolano e controllano vicendevolmente.”

    E con quello immunitario?

    “La reazione dello stress rilascia una serie di sostanze che stimolano l’ipotalamo ad aumentare la produzione di corticotropina, che di conseguenza provoca una sovra-stimolazione della ghiandola pituitaria e un’eccessiva produzione di ACTH (ormone adrenocorticotropo).

    L’ACTH a sua volta stimola le ghiandole surrenali verso un’iperproduzione di cortisolo.

    Questa serie di reazioni a catena comporta un indebolimento del sistema immunitario e inibisce la creazione di nuove cellule NK.”

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    Come potrebbe aiutarci quindi la meditazione?

    “Da una meta – analisi condotta nel 2012 da Sedlmeier et al – racconta Anna Cantagallo – l’effetto principale sembra coinvolgere maggiormente la sfera emozionale e relazionale, mentre meno coinvolte sono le funzioni attentive.

    E tutte e le altre funzioni cognitive. Tuttavia i risultati sono diversi a seconda dello specifico approccio meditativo (trascendentale, mindfulness, e altre).”

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    E quelli fisiologici?

    “La meditazione trascendentale e altre tecniche di meditazione (es. pratica Zen), hanno effetti positivi sull’equilibrio del sistema nervoso autonomo.

    La meditazione trascendentale e la respirazione profonda riducono la pressione sanguigna eccetto che nell’ipertensione.

    Anche lo Yoga produce alterazioni favorevoli nel sistema autonomo.

    Uno studio del 2013, di Mason, Vandoni et al, si propone di cercare quale sia il miglior approccio tra effetto cardiovascolare e respiratorio della respirazione profonda nello Yoga.

    Ne risulta che questo tipo di respirazione aumenta l’attività cardiaca vagale, riducendo di conseguenza l’attivazione simpatica, la pressione arteriosa e l’ansia.”

    Anna Cantagallo – La gestione dello stress nella Sclerosi Multipla

    Quali pratiche di rilassamento possono essere messe in atto per diminuire lo stress?

    “Robert Benson ha ideato la pratica della “relaxation response”, ovvero la risposta psicologica e biologica opposta rispetto allo stress.

    Il training, durante il quale lo psicologo insegna il rilassamento al paziente, dura 4 settimane.

    Al termine di questo arco temporale si prevede una completa autonomia della persona nell’attuare la risposta di rilassamento.

    Benson ha fatto riferimento al mind-body healing model per il trattamento, basato sull’identificazione dei sintomi, la valutazione dei trattamenti standard per la propria condizione, e l’applicazione del protocollo anche da soli al domicilio.”

    E questo come può essere applicato ai malati di SM?

    “ Grossman e Pakenham, attraverso un trial randomizzato pubblicato nel 2010, hanno tentato di dimostrare come la meditazione abbia effetti positivi sui malati di SM.

    Otto settimane di meditazione e consapevolezza hanno portato a una riduzione di fatica e depressione e hanno migliorato la loro qualità di vita complessiva, rispetto a coloro che venivano sottoposti solo alle normali cure mediche.

    Gli effetti positivi, inoltre, si sono manifestati stabili per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento.” Conclude Anna Cantagallo

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    Anna Cantagallo

    Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.

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