Anna Cantagallo: ADHD può avere un’influenza positiva nell’attività sportiva?

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    Anna Cantagallo: ADHD può avere un’influenza positiva nell’attività sportiva?

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    ADHD, i tratti caratterizzanti. “Luigi ha 8 anni e frequenta il terzo anno della scuola primaria. È stato segnalato dalle insegnanti perché in classe mostra di avere difficoltà. In particolare si presenta irrequieto e facilmente distraibile. Più volte nel corso della lezione necessita di alzarsi e anche se sta seduto ha bisogno di muovere costantemente le mani e le gambe. Inoltre fa fatica a rispettare i turni della conversazione e ha bisogno di giocare con gli oggetti che ha di fronte e di farli cadere a terra”.

    È questo uno dei tanti casi di cui potremmo portare la testimonianza, bambini che soffrono di disturbo da deficit di attenzione dell’iperattività o meglio conosciuto come ADHD. Esso consiste in un disturbo del neuro sviluppo che coinvolge tutti i circuiti cerebrali legati all’autocontrollo e all’inibizione.

    La dott.ssa Anna Cantagallo, neurologa e fisiatra, esplicita: “Le manifestazioni cliniche dell’ADHD consistono nella difficoltà di prestare attenzione, avere comportamenti impulsivi e/o un livello di attività motoria molto accentuato. Solitamente i primi sintomi si manifestano in età scolare ed è molto più frequente nei maschi, con un rapporto di 3 a 1”. Vediamo, dunque, una netta prevalenza del disturbo nel genere maschile rispetto a quello femminile. ADHD

    Alcuni studi condotti recentemente rispetto a questa patologia dimostrano che esiste una relazione tra ADHD e sport. Prendiamo in considerazione una Review pubblicata dal British Journal of Sport Medicine, la quale evince come questo disturbo sia diffuso tra gli atleti professionisti e come alcuni sport, più di altri, giovino agli stessi atleti e alle loro performance.

    Questa ricerca nello specifico si è basata su uno studio assiduo e sistematico del 2018 che ingloba 17 studi, nei quali dal 4 all’ 8% circa degli atleti presenta ADHD. Inoltre, lo studio ha dimostrato che gli atleti con maggiori potenzialità – soprattutto nel baseball e nel basket – potrebbero trarre qualche vantaggio dalla loro impulsività. A tal proposito la dott.ssa Anna Cantagallo sostiene “di per sé lo sport è uno sfogo fisico per un’intensa emozione, quindi come riportato dallo studio si può supporre che vi sia una riduzione dei sintomi legati all’ADHD”.

    Anna Cantagallo, infine, evince: “Lo studio riportato è molto interessante in quanto dimostra come questa patologia potrebbe realmente avere degli effetti positivi sulle prestazioni sportive, in particolare in quelle discipline che richiedono una decisione reattiva e movimenti rapidi”.

     


    About Author

    Anna Cantagallo

    Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.

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